La nostra storia

L’associazione prende il nome da una comunità di accoglienza (in spagnolo, hogar) di bambini orfani, abbandonati o maltrattati che ha sede a Oruro in Bolivia. L’hogar, il cui nome è Gota de Leche (in spagnolo, goccia di latte), è da tutti conosciuto in città come La Gotita.

La nostra avventura è nata lì, alla Gota de Leche, dove uno di noi ha trascorso un periodo come volontario nel 2008. Profondamente colpito dall’umanità, dal coraggio e dall’impegno che le persone che si occupano dei bambini mettono ogni giorno nel loro lavoro, ha deciso di coinvolgere un gruppo di amici.

È così, nella seconda metà del 2010, abbiamo dato vita alla Gotita Onlus, con lo scopo iniziale di dare supporto concreto a due hogar – La Gota de Leche e l’Elisa Andreoli – che accolgono più di 80 bambini – e successivamente estenderlo ad altri bambini in stato di bisogno, anche in altri Paesi.

E così è successo negli anni.

In Bolivia i bambini di cui ci occupiamo sono diventati tantissimi, vivono e studiano in diverse aree dell’Altopiano Andino.

Nel 2016 abbiamo ristrutturato e avviato una scuola materna nelle Filippine e finanziamo un progetto educativo che consente ogni anno a 100 adolescenti di frequentare le scuole elementari e medie.

A partire dal 2018, abbiamo deciso di dedicarci anche a bambini e adolescenti che vivono uno stato di sofferenza per motivi di salute. E l’abbiamo fatto avvicinando lo sguardo al nostro Paese, con progetti realizzati in Italia.
È nato il progetto MakeMeUp dedicato ai giovani pazienti del reparto di pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Oltre alla Bolivia e alle Filippine, l’Italia è diventata molto importante per noi. Uno dei nostri principali progetti nasce in Sicilia. A Palermo. Dove 30 bambini assegnati a diverse strutture di accoglienza hanno un luogo fantastico dove trascorrere l’estate e i pomeriggi durante l’anno.

GOT IT A CAMP è un campus che offre studio e attività ludiche.

Infine, ma solo in ordine temporale, abbiamo deciso di attraversare il Mediterraneo e in Camerun finanziamo due scuole: una per ragazzi ciechi e una seconda per ragazzi sordi.

E così la nostra storia va avanti, con determinazione, umiltà, qualche delusione e molte, ma molte soddisfazioni!